Gratis "Il Veses" giugno 2007

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Gratis, un mito da sfatare

Se cercate la parola “gratis” su Google in meno di un secondo otterrete 454 milioni di risultati. La corrispondente parola inglese “free” arriva a 2.560.000.000. Sembra che in internet tutto sia gratis. In effetti la rete è nata “gratis”, con l’impegno di docenti e studenti delle università americane ed europee, e per molto tempo “gratis” sono stati i servizi che ha fornito, generalmente per scambi culturali.

Poi però è nata la “New economy”, basata sul traffico di servizi e beni per via telematica. Al di là dei tanti flop e delle promesse spesso mancate, sta di fatto che nel campo informatico e telematico sono nati enormi imperi economici.

Il più celebre e detestato è quello della Microsoft, la casa di Redmond che ha reso il suo fondatore, Bill Gates (un mediocre informatico che però fin da ragazzo leggeva quasi solo riviste di economia e finanza), uno degli uomini più ricchi del mondo. Come? Con un’abile strategia di marketing, basata sulla diffusione “gratis”, o quasi (e perfino tollerando la diffusione illegale), di un sistema operativo che ha così invaso il mondo diventando egemone sul mercato.

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Ma pensate a casi come Libero o Tiscali, che promettevano internet “gratis” e sono diventati due tra i maggiori provider italiani. Sicuri che “gratis” volesse dire “senza alcuna spesa”?

Nella nostra esperienza, capita di cercare di ottenere un servizio propagandato in rete come “gratis” e di accorgersi che, spesso, “gratis” non è: se è un software, “gratis” potete scaricarlo, ma per usarlo dovete registrarvi e pagare; o anche solo dare i vostri dati, che sono manna dal cielo per la pubblicità, e che, anche se non valgono per voi in termini monetari, hanno pur sempre un valore.

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Se è un servizio, “gratis” sarà entro precisi limiti: per esempio potete telefonare “gratis”, ma solo a chi usa lo stesso servizio; per il resto pagate, eccome, in un modo o nell’altro! Del resto, tutte queste imprese non sono messe in piedi da filantropi idealisti o scienziati utopici, ma da finanziatori e tecnici del mercato, che investono soldi e risorse umane cavalcando i mercati promettenti per averne un guadagno, spesso enorme.

E noi? Be’, a tutti piace pagare il meno possibile; però stiamo accorti: le promesse di promozioni e sconti, il passaparola che ci fa tutti promotori inconsapevoli grazie alla parola magica “gratis”, sono strategie per guadagnare di più, non di meno: qualcuno i soldi ce li dovrà mettere, no? Come difendersi? Innanzitutto, credere poco e verificare molto; poi, non puntare mai su un cavallo solo.

Gioco gratuito

Un dono gratuito, gratis et amore Dei, è sempre gradito, e ci congratuliamo per la sua, appunto, gradevole e aggraziata gratuità, rendendo grazie, ossia ringraziando graziosamente per il grato omaggio di cui ci avete gratificato, forse trovandovi in stato di grazia e non certo per ingraziarvi le nostre grazie, ne siamo sicuri, ma per pura buonagrazia.

Speriamo di farvi cosa gradita (abbiate la grazia di farci la grazia di esprimervi con grazia qualora non vi aggradasse) mostrandovi la nostra gratitudine anche solo esprimendovi il nostro gradimento con uno schietto “troppa grazia!”: non siamo ingrati, come quelli di cui si dice “avuta la grazia, gabbato lo santo” e speriamo che questo pur sgraziato giochetto non vi sembri sgradevole, o smaccatamente gratulatorio, o, nemmeno, puramente gratuito.

Grazie, o, se preferite, Deo gratias!

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