Le mappe, che passione! "Il Veses" ottobre 2007

ariosto ariosto

Ariosto e il satellite

[...] il resto de la terra,
senza mai pagar l’oste, andrò cercando
con Ptolomeo, sia il mondo in pace o in guerra;

e tutto il mar, senza far voti quando
lampeggi il ciel, sicuro in su le carte
verrò, più che sui legni, volteggiando.

(Ludovico Ariosto, Satire, III, 61-66)

Era il 1518, e il buon Ariosto non aveva più tanta voglia di viaggiare al seguito del cardinale Ippolito d’Este patendone i disagi, al suo tempo particolarmente gravosi. Meglio viaggiare col geografo Tolomeo, cioè su carte, mappe, mappamondi e planisferi. Viaggiare cioè di meno? No, anzi, viaggiare anche di più, con la fantasia geniale che gli avrebbe fatto creare il grande Orlando Furioso.

roda dei venti

Le mappe da sempre stuzzicano la fantasia e la curiosità di piccoli e grandi bambini avventurosi, perlopiù maschi: le mappe del tesoro, i mappamondi, i portolani, le carte dei sentieri, gli stradari. Mappe tracciate su foglietti, sulla carta del pane, o su pergamene; con disegnati gli animali dell’Africa, i mostri marini, gli indigeni d’America, le rose dei venti, i distributori del gas.

Con le carte si passa a volo d’uccello sopra la terra brulicante di umani, di città, tetti, vie, piazze e giardini nei cortili dei palazzi, nell’harem del Topkapi, luoghi nascosti e invisibili a chi passasse solo per strada; si sognano o progettano viaggi, si scoprono legami, distanze e rapporti tra luoghi, civiltà, persone, commerci di sete o spezie, di bestiame o d’ori; lungo vie carovaniere, piste ciclabili, autostrade, rotte marittime, su velieri o piroscafi con tanto di naufragi e isole deserte ancora da segnare sulla carta.

tolomeo

Negli anni di Ariosto, Tolomeo (II sec. d.C) era ormai un ricordo erudito, come il capostipite dei geografi Eratostene (III a.C.); era stata da poco rinvenuta a Vienna la celebre “Tabula Peutingeriana”, copia medievale di una carta per viaggiatori di tutto l’impero romano, con le sue strade, le città disegnate e le relative distanze, e le taverne, le locande, le stazioni di posta, i ricoveri per i pellegrini. E intanto andava crescendo l’elenco dei cartografi del Nuovo Mondo e del mondo “intero”, come il contemporaneo Mercatore (1512-1594). Un mondo ancora mezzo da scoprire e zeppo di misteri: Hic sunt leones.

Oggi non c’è mistero sulla faccia della Terra (e nemmeno della Luna), ma chi è curioso non smette mai di esplorare, e il fascino delle mappe non viene meno. Possiamo anche pensare che Google Earth, satelliti, GIS, GPS, TomTom e fratelli navigatori siano solo utili: in realtà è altro quello che cerchiamo, e la tecnologia moderna non fa che potenziare il sogno di Ariosto.

Esplorazioni moderne

Google Earth è un programma gratuito (un’alternativa più semplice sul web, buona per provare, è Google Maps).

Potete contemplare l’intero globo e farlo ruotare come volete, o scendere in picchiata fino a pochi metri sopra le case. Potete creare i vostri itinerari da seguire passo passo, modificarli e stamparli, planare sulle foto da satellite, misurare le distanze sul terreno, inclinare le zone in rilievo in visione tridimensionale, orientare la bussola, individuare strade, confini, punti di interesse geografico o paesaggistico con foto caricate da altri viaggiatori o da voi stessi (vedete Belluno, Sedico o S. Giustina…).

valbelluna

Non dappertutto la definizione è altissima (purtroppo in Val Belluna ancora no), ma dove lo è, veramente sembra di entrare nei cortili delle case. Provate per esempio a digitare: 43°46'23''N, 11°15'19''E. Poi ingrandite. Scoperto che cos’è? Una meraviglia!

Adesso provate con questo: 45°26’03’’N, 12°20’20’’E

Un'intera sezione di questo sito mette a disposizione materiale specifico per Google Earth.

Ma non è tutto: provate ad aprire con Google Earth questo file, frutto del lavoro del Liceo Marconi di Conegliano: Progetto Grandi Alberi.

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La Tabula Peutingeriana on-line:

peutingeriana

Raccolgo qui alcuni link per vedere la Tabula Peutingeriana.

Si tratta di una copia medievale (XIII sec) di una mappa dell'intero impero romano. Il suo nome deriva dall'umanista Konrad Peutinger, cui apparteneva, ed è conservata nella Hofbibliothek di Vienna. Si compone di 11 pergamene legate insieme in una striscia di 6,80 metri x 33 centimetri.

La mappa originale, scomparsa, è databile in un'epoca molto vaga tra il I sec. a.C. e il IV d.C. (vi è rappresentata Costantinopoli, fondata nel 330). Interessante l'assenza di Venezia (segmento III), che nacque successivamente, mentre vi si trovano in grande rilievo Aquileia e Altino, insieme a Concordia Sagittaria, sulla terraferma prospiciente la laguna.

Bibliotheca Augustana: pagine in latino. Completa, ben leggibile e ben navigabile, la versione a stampa di Konrad Miller (1887)

Euratlas: in inglese. Con foto dell'originale, completa, cliccabile a vari livelli per vedere i dettagli con relativi nomi dei luoghi (nella lingua della tabula, in latino e in italiano). Nella home page presenta un confronto grafico tra la tabula e una carta moderna. Nell'introduzione, discussione sulla sua storia.

Carta dell'impero: con foto dell'originale. Completa e dotata di tag dei toponimi (con qualche errore: Altino risulta "titleino"").

Peutinger e la sua tabula: vicende moderne e origini antiche della Tabula. In inglese.

Sapere.it: Segmento IV, nel contesto della storia della cartografia

Collegandomi alle immagini della Bibliotheca Augustana ho creato un collage continuo della Tabula , per poterla scorrere in tutta la sua lunghezza.
Per vederlo meglio, dopo averlo aperto, è utile visualizzare il browser a tutto schermo (F11).

(Ah, naturalmente ci potranno essere problemi di visualizzazione con Internet Explorer, almeno nelle versioni precedenti la 8: lo so, dovrei tentare di risolverli, ma francamente non mi va di dannarmi gratis per colpa di chi li ha creati a pagamento. Consiglierei di cambiare il browser (!) o almeno di aggiornarlo, oppure di usare quest'altra versione meno sofisticata.)

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