Wikipedia "Il Veses" ottobre 2006

(Questo articolo risente un po' degli anni: all'epoca la Wikipedia era ancora una novità. Spero però che non sia del tutto inutile)

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Capita da qualche anno sempre più spesso che, cercando qualche vocabolo in Internet, tra i primi risultati del motore di ricerca si venga indirizzati a una pagina della Wikipedia, un’enciclopedia on-line in continua crescita, sempre più ricca e con contenuti di qualità sempre più elevata.

Dalla nascita di Internet e in particolare del Web, la rete è diventata una gigantesca raccolta di informazioni, un deposito sempre crescente e mutevole delle conoscenze umane: milioni di pagine html e di database disponibili da qualsiasi parte del mondo con semplici gesti di un mouse e di una tastiera, che raccolgono, in mezzo al mare delle sciocchezze e spesso dell’immondizia, anche una quantità impressionante di cultura di ogni genere, una sorta di memoria collettiva e distribuita della civiltà.

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Internet realizza uno dei sogni dei grandi uomini di cultura e mecenati che nel passato hanno cercato di raccogliere, conservare e mettere a disposizione quanto gli uomini avevano elaborato in campo culturale.

L’esempio più noto è quello della Biblioteca di Alessandria d’Egitto, in cui il regnante Tolomeo II Filadelfo, nel III sec. a.C. aveva fatto raccogliere quasi 500.000 rotoli di tutte le culture allora conosciute. Sappiamo che, in un tempo e per cause ancora ignote, la Biblioteca fu infelicemente distrutta.

Eppure il sogno di una “Enciclopedia”, che raccogliesse sistematicamente il sapere universale non morì, anzi venne ripreso spesso nella storia. Anche qui il caso celebre è quello dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert, pietra miliare della cultura illuminista francese.

Nell’enciclopedia (alla lettera “educazione circolare”, cioè a tutto tondo) non si tratta solo di raccogliere e catalogare il materiale, ma di dare ad esso una sistemazione sintetica.

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E’ quello che si sforzano di fare anche le enciclopedie on-line: nel magma informe delle informazioni sparse in Internet raccogliere, selezionare, elaborare e sintetizzare per una facile fruizione quelle che costituiscono l’ossatura portante di tutta la nostra cultura.

Naturalmente la Wikipedia non è l’unica nel suo genere. Però ha alcune particolarità del tutto originali.

Innanzitutto non è legata a case editrici o a circoli accademici, ma solo a una fondazione, la Wikimedia Foundation, organizzazione no-profit. In secondo luogo è totalmente gratuita, a differenza di molte altre che forniscono determinati livelli di accesso solo a pagamento.

E’ un’enciclopedia internazionale, presente in circa 200 lingue, e contiene qualcosa come 5.300.000 di voci; la versione italiana ne contiene 204.000. Inoltre, e questa è la sua vera particolarità, è costruita da volontari, cioè dagli utenti stessi, in un lavoro collettivo e collaborativo totalmente aperto.

Normalmente gli autori di un’enciclopedia sono professionisti della cultura pagati per questo lavoro. In Wikipedia chiunque ritenga di avere qualche contributo significativo da dare lo può fare facilmente, come può collaborare al miglioramento e alla correzione di voci già esistenti. E’ possibile discutere le modifiche nella comunità di Wikipediani, come pure contribuire alla struttura nel suo complesso.

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Per questa caratteristica si è molto discusso sulla sua attendibilità, ma la sua credibilità, grazie al crescente senso di responsabilità dei collaboratori, si è notevolmente affermata anche in ambienti accademici. Esiste un’etichetta di Wikipedia, cioè un insieme di regole cui i collaboratori si impegnano. Si tratta in ogni caso di uno straordinario fenomeno di costruzione e diffusione collettiva, libera, democratica e responsabile della cultura, reso possibile solo dalla rete internet.

Il nome viene da un vocabolo hawaiiano, “wiki”, che significa “rapido”, scelto da Ward Cunningham per il software su cui si basa l’intero progetto. Oltre alla Wikipedia esiste un Wikizionario, dizionario multilingue, un Wikibook che vuole mettere a disposizione e-book gratuiti, e una Wikinotizie. Dove trovare informazioni? Naturalmente cercando “enciclopedia”, “wikipedia” ecc. su: it.wikipedia.org!

nota linguistica (ma non solo):

Dappertutto, adesso che è di moda, si sente pronunciare "Wikipèdia", o addirittura "Wikipìdia". Dicono che così pronunciano in America, dove l'hanno inventata. Ribatterei però che la Wikipedia è tradotta in moltissime lingue (vive o morte) proprio per non essere americo-centrica, e questo è uno dei suoi pregi.

Ma poi, sinceramente, vi sognereste mai di dire "enciclopèdia"?

Non sarà un altro esempio di quella soggezione linguistica di cui parlavamo in un altro articolo?

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