Due grandi precursori "Il Veses" marzo 2007

Babbage e le sue macchine mancate

Le origini dell'informatica si confondono nel tempo con quelle del calcolo automatico o meccanico. In un numero precedente della rivista abbiamo parlato di Pascal e di Leibniz , geni poliedrici e inventori, tra l'altro, di sistemi matematici e di macchine per il calcolo automatico, la "Pascalina" e la "ruota di Leibniz".

Babbage

Il più bizzarro e profetico di questi inventori fu però l'inglese Charles Babbage (1791-1871). Inventò di tutto, dal "pilota", la struttura di ferro posta sul davanti delle locomotive, alla tariffa unica postale, e riuscì a decifrare codici segreti.

Dove eccelse però fu nelle macchine per il calcolo. Progettò dapprima un complicato marchingegno a ingranaggi detto "macchina differenziale" per il calcolo di tabelle numeriche e astronomiche. Nonostante le sovvenzioni, spese un monte di soldi senza riuscire a portarlo a termine, forse a causa delle insufficienti tecniche costruttive dell'epoca.

immagine macchina differenziale

Finalmente, la macchina fu realizzata solo nel 1985 grazie al London Museum of Science, e risultò funzionante!

Nel frattempo gli era venuta l'idea di un'altro calcolatore, detto "macchina analitica", programmabile: un sistema di ingranaggi e di schede perforate consentiva l'input, il calcolo aritmetico secondo programmi variabili, il controllo dei calcoli, l'output e la memorizzazione, proprio come nei computer di oggi.

immagine macchina analitica Manco a dirlo, Babbage non riuscì a realizzare nemmeno questa, anche perché, con i suoi 30 metri di lunghezza per 10 di profondità, avrebbe dovuto essere alimentata da un motore a vapore! Resta il fatto che sia la concezione teorica sia il suo progetto stanno alla base ancora oggi dei moderni calcolatori , che, se vi ricordate, funzionarono all'inizio proprio con schede perforate. Anche se fu dapprima dimenticato, l'informatica comincia con lui.

Il primo programmatore fu donna

Ada Lovelace Ada Lovelace

Con Babbage stabilì un'intensa collaborazione Ada Byron Lovelace.

Il padre, il grande poeta inglese Lord Byron, vero "genio e sregolatezza", la abbandonò subito con la madre, Annabella Milbanke, studiosa di matematica, che, per preservarla dalla passione poetica per cui tanto aveva sofferto, la spinse a studi scientifici.

Ada tradusse gli articoli dell'italiano Luigi Federico Menabrea sulla macchina di Babbage, e iniziò di conseguenza a collaborare con questo. Capì subito che si trattava di una macchina programmabile che apriva la via all'intelligenza artificiale.

Tra l'altro, fornì a Babbage un algoritmo per il calcolo considerato oggi il primo programma informatico! Morì a soli 36 anni e, quasi a riconciliazione, volle essere sepolta vicino al padre. Un importante software del 1979 fu chiamato ADA in suo onore.

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