Si fa presto a dire Voip "Il Veses" maggio 2007

Si fa presto a dire VoIP!

VoIP: Voice Over IP. Se ne è già parlato su questo mensile: si tratta della recente tecnologia che consente la comunicazione telefonica attraverso la rete internet, in alternativa alla consueta telefonia “analogica”.

Per capire la differenza sarà utile fare qualche precisazione, un po’ tecnica. L’onda sonora della voce viaggia, sulla linea analogica, come onda elettrica, almeno fino alla centrale Telecom, dove viene convertita in digitale per proseguire per vie specificamente costruite per questo scopo e subire il processo inverso all’altro capo del telefono. La trasmissione dei dati sonori è continua e immediata.

immagine digitale

Nella tecnologia VoIP questa conversione avviene direttamente nel nostro apparato (computer o gateway) e in quello del ricevente grazie ai Codec di conversione, e viaggia in digitale dall’inizio alla fine, attraverso la rete telematica, secondo vari protocolli tra cui il famoso IP, quello di internet.

Uno dei problemi del VoIP, quindi, è che la voce, che necessita di un flusso continuo e immediato di dati, viene veicolata in un sistema costruito per inviare dati spezzettati in minuscoli pacchettini, che raggiungono la destinazione per vie e in tempi diversi, per poi essere ricomposti solo alla fine. Possono quindi perdersene per strada (il protocollo di trasporto usato nel VoIP, l’UDP, non controlla tali perdite per evitare lungaggini), o arrivare in tempi lunghi e trasmettere la voce in ritardo.

immagine rete voip

Se la qualità della linea è scarsa, quindi, sarà cattiva la comunicazione. La complessa tecnologia VoIP, che utilizza una discreta quantità di strumenti tra codec e protocolli (in particolare il SIP e l’H.323), cercano di ovviare a questi problemi in vario modo: i pacchetti di dati sono piccolissimi (20-30 ms) per non farcene precepire l’eventuale perdita, e nei dispositivi hardware che ci collegano alla rete sono implementati sistemi QoS (Quality of Service) che migliorano la fluidità della voce.

L’apparato di conversione può essere software o hardware, cioè un programma nel nostro computer (che deve essere ovviamente acceso), oppure un dispositivo apposito (gateway o router VoIP) come quello di cui parlavamo il mese scorso. Quest’ultimo sistema è sicuramente più efficiente e sicuro.

Sistemi come quello di Skype non si appoggiano a server dedicati (rapporto client-server), ma costruiscono una rete P2P, cioè peer-to-peer, da pari a pari: ogni computer fa da “ripetitore” o router delle altrui comunicazioni, con ovvie implicazioni in termini di sicurezza. Prima di buttarsi a capofitto, quindi, vale la pena informarsi bene: qualche volta chi più spende meno spende.

Analogico e digitale

immagine violino

Per capire la differenza tra analogico e digitale possiamo ricorrere a un paragone: un violino può produrre un suono che varia continuamente spostando il dito lungo la corda; il pianoforte, invece, di tutti i suoni possibili può produrre solo quelli assegnati ai suoi tasti.

immagine pianoforte

I suoni del violino sono, nei limiti della sua estensione, infiniti; quelli del pianoforte, che pure ha un’estensione maggiore, no: può suonare solo i toni e i semitoni della scala.

Così avviene tra analogico e digitale: nel primo caso la modulazione o variazione del fenomeno è continua e potenzialmente infinita; nel secondo si campionano i dati a intervalli definiti scartando tutti gli altri, e si definiscono con precise grandezze numeriche. Perciò si dice “digitale”: in inglese “digit” significa “numero”, tant’è che i Francesi dicono “numérique”.

I dati digitali sono facilmente manipolabili (basta cambiare i numeri), convertibili, trasferibili (pensate a una fotografia digitale). Sono, è vero, anche più “poveri”, ma per lo più non ce ne accorgiamo.

Un contributo a questo sito. Grazie Commenti per Mappe di mappe